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Frammenti Cinesi

Frammenti Cinesi - Sandro De Palma

Impressioni dalla Cina

 

8 Novembre 2011

 

Se credi che il traffico della tangenziale Est di Roma o del raccordo anulare il lunedì mattina sia congestionato, non hai visto il traffico di Pechino. Il traffico delle città cinesi è caotico, rumoroso e pericoloso.

Caotico perché i cinesi non rispettano i sensi di marcia, arrivano automobili contromano, pedoni biciclette e motocicli attraversano da tutte le parti. Le strade principali sono divise da transenne di ferro per impedire i contromano che però avvengono appena c’è un buco libero.

Rumoroso perché i cinesi suonano il clacson e vanno all’impazzata, cambiano corsia senza usare le frecce in una specie di gimcana continua. Pericoloso perché appena sono arrivato a Pechino ho rischiato di essere investito sulle strisce da un taxi e da un autobus nonostante il verde.

“Devo fare attenzione anche ai mezzi pubblici?” chiedo: “ Soprattutto ai mezzi pubblici”, mi dicono, “perché gli autisti sono stressati e stanchi dai lunghissimi turni.”

  Il bello è che i semafori sono regolati da timer luminosi: dieci secondi il rosso e il verde e tre secondi il giallo. Ma i cinesi se ne infischiano: strombazzano e vanno. La sera, poi diventa un incubo; le biciclette non hanno i fari e anche le moto che i fari li hanno, li tengono spenti.

“Perché?” “Perché, diceva Mao Tse-tung, un buon comunista la sera sta in casa e quindi le biciclette non hanno bisogno dei fari”. “Sì, ma oggi che Mao non c’è più?" ” E perché molti vanno in tre sulle motociclette senza il casco, ma con le mascherine? “ Meglio non fare domande.

Appena arrivato all’albergo, dopo lo scampato investimento, Paul-Arnaud Péjouan, direttore artistico di Piano aux Jacobins, uno dei più importanti Festival francesi dedicato al pianoforte e che ha esportato ormai da una decina d’anni il Festival in Cina, mio amico personale e promotore della mia tournée, mi dice di uscire subito per evitare lo jet lag. Paul-Arnaud conosce Pechino benissimo e mi chiede di accompagnarlo dalla sua sarta cinese. La sarta lavora in un palazzo di quaranta piani, dove puoi acquistare qualsiasi tipo d’indumento dalle mutande ai vestiti per cerimonia.

Mi propongono delle camicie fatte su misura. Ne ordino quattro scegliendo la stoffa e con le iniziali. Paul-Arnaud dice che devono consegnarle presto perché due giorni dopo sarei partito e la signora mi dice che me le farà consegnare entro quarantotto ore. In pochi secondi prendono le misure e quarantadue ore dopo le camicie sono in albergo, ben confezionate e con le iniziali del mio nome: Il tutto a meno di 50 euro. Come avranno fatto? Meglio non fare domande.

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Sandro De Palma