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Frammenti Cinesi

Frammenti Cinesi - Sandro De Palma

Impressioni dalla Cina


10 Novembre 2011

 

Le sale da concerto cinesi sono tra le più belle, moderne e acusticamente perfette che ci siano al mondo; e non solo a Pechino, ma anche a Zhenghzou, a Wuhan, a Huhhot . Il governo ha investito e investe molto in cultura e in pochissimi anni ha costruito tutte le sale polifunzionali. Ma la cosa stupefacente è il pubblico; le prime file sono piene di bambini dai quattro ai quindici anni che vanno regolarmente non solo ai concerti, ma anche a teatro, all’opera e a tutti gli spettacoli accompagnati dai genitori e che ridono come matti (e la cosa non mi disturba affatto) durante le Sonate brillanti di Cimarosa e che diventano serissimi quando suono Beethoven o Chopin.

Tutti i bambini studiano uno strumento, giocano a scacchi e copiano interi libri fino a impararli a memoria. Perché i cinesi, si sa, copiano tutto. Copiare è un segno di ammirazione e rispetto; significa voler assimilare una cultura diversa dalla loro; un po’ come facevano i romani che copiavano le statue greche. Certo: una cosa è copiare per comprendere e una cosa è copiare per pirateria. A Jianguomenenwai Dajie, di fronte a due grattacieli disegnati da Philip Starck c’è il più grande shopping specializzato in griffes del lusso occidentale: Armani, Ferragamo, Gucci, Prada, Versace: tutto rigorosamente falso. Il bello è che il governo ha fatto scrivere a caratteri cubitali in inglese e in mandarino: ” Proteggiamo il diritto di copyright”. Ma chi sono i maggiori clienti? I turisti occidentali, naturalmente.

 

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Sandro De Palma