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Frammenti Cinesi

Frammenti Cinesi - Sandro De Palma

 

Impressioni dalla Cina


11 Novembre 2011

 

L’ultimo concerto è in Mongolia. L’arrivo a Hohhot è spettacolare. L’aereo sorvola per un quarto d’ora delle stranissime montagne somiglianti a rinoceronti e la pista appare all’improvviso quando non ci speri quasi più.

Negli alberghi cinesi c’è sempre un acquario con pesciolini rossi e alghe, simbolo di benvenuto agli ospiti. Anche nell’albergo di Huhhot c’è un grande acquario, solo che al posto dei pesciolini rossi c’è un piccolo squalo che fa bella mostra di sé. Huhhot, che in mongolo significa città verde è una città assolutamente anonima, capoluogo della regione. In tutta la Cina, ma soprattutto in questa regione, l’arretratezza culturale delle campagne, antiche superstizioni legate al culto degli antenati e una dissennata politica demografica hanno prodotto il dramma cinese delle bambine uccise, vendute per il traffico d’organi o nella migliore delle ipotesi date in adozione. Le cause vanno al di là della legge della politica del “figlio unico” che è un po’ l’idea che conosciamo noi occidentali, ma si tratta di un problema culturale e storico nella Cina millenaria nella quale la spartizione delle terre avveniva in base al numero di figli maschi e questa legge vige ancora molto forte nelle campagne così che le famiglie che hanno figlie femmine rischiano davvero di morire di fame. Il tutto sostenuto dalla convinzione religiosa che gli spiriti degli antenati non proteggono e non benedicono la casa se la prima figlia è femmina e se non nascono figli maschi.

Il giorno dopo il concerto, la visita del Tempio delle Cinque Pagode che si trova nella parte più antica della città, mi riconforta.
Varcare la soglia del tempio è un’esperienza indimenticabile: nel tempio con 1563 immagini di Buddha scolpite nelle sue mura ognuna leggermente diversa dalle altre, con una mappa cosmologica scolpita in una pietra di enormi dimensioni che illustra lo zodiaco e le posizioni delle stelle capisco, o almeno intuisco come disegnare una Cina nella quale l’antico e il nuovo, il bello e il brutto, il passato e il futuro si abbraccino armoniosamente.

Una guida con un unico turista inglese rende comprensibile in concetto degli opposti: per dire “lunghezza” si uniscono le parole  “grande” e “piccolo”. Mentre ascolto la spiegazione, di fronte ad una preziosa statua argentea del Buddha alta 3 metri, mi viene in mente che anche in italiano una parola racchiude il concetto: “Pianoforte”.

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Sandro De Palma